Mentre corre cielo e terra

 

Voci:

Germana Mastropasqua | Flaviana Rossi 

Michele Manca | Xavier Rebut

 

Direzione musicale: Xavier Rebut

 

Registrato e missato da Fabio Venturi nel gennaio 2008 presso Zone Di Musica, Formello (RM)

 

in copertina:

Saliva dalla terra - Jean-Guy Paratte

 

 

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1. Alla licenza 

Xavier L. Rebut

2. Surfarara 

tradizionale siciliano

3. Canzone di viaggio 

Emilio Jona - Sergio Liberovici, arr.X. Rebut

4. Che resta?  

Silvio Costabile – Giovanna Salviucci Marini

5. Ce lu toccamu lu peduzzu a Rosa

tradizionale calabrese

6. La Storia di Cicciu Ulivieri

tradizionale siciliano

7. Nu giorno ditti

tradizionale lucano

8. Canzone dei Precari

A. Talamonti e X. Rebut – Xavier Rebut 

9. Combattete lavoratori Esposito – Cuppone (*)

dal repertorio delle Mondine di Trino Vercellese 

10.  Numi voi siete spietati

Esposito – Cuppone (*) da anonimo

11. Bongiorno mare

tradizionale salentino

12. Onore alla tazza e agli sposi G. Salviucci Marini

intervista a S. Stangoni da F. Coggiola (*) (***)

13. Da cannu semmu nati G. Salviucci Marini

dal repertorio del Galletto di Gallura, Sardegna

14. Mo ve’ la bella mia dalla muntagne

Matteo Salvatore (**)

15. L’amore vecchio

Giovanna Salviucci Marini

16. Lu Giovedì Sante

tradizionale pugliese

17. La vita per il pane

Giovanna Salviucci Marini

18. Camminava immurutu

Nino  De Vita - Antonella Talamonti 

19. Lu Silenziu, Amu la morti

Ignazio Buttitta - Antonella Talamonti

20.  Lu Silenziu, Amu lu Silenziu

Ignazio Buttitta - Antonella Talamonti

21.  Lu Silenziu, Amu li nichi paisi

Ignazio Buttitta - Antonella Talamonti

22.  U rancuri, Io vi consideru

Ignazio Buttitta - Antonella Talamonti

(*)ALA BIANCA Publishing/Ed. BELLA CIAO (**)ALA BIANCA Publishing  (***) su licenza Ala Bianca Group srl

 

La Partitura dei brani del cd

 

 

composizioni di

GIOVANNA SALVIUCCI MARINI

ANTONELLA TALAMONTI

SERGIO LIBEROVICI

MATTEO SALVATORE

XAVIER REBUT

 

www.zonedimusica.com - zonedimusica@tiscali.it

via Città di Castello, 14 - 00191 Roma

tel +39 06 333 0801

 

le partiture

 

 

 


Quando si assiste a uno spettacolo del Quartetto Urbano l’attenzione, il respiro e lo spirito sono come sospesi in quell’intonazione perfetta e nell’armonia delle voci, equilibrate in un modo speciale.

Pur nella varietà degli interventi solistici, nell’insieme l’impressione che se ne riceve è di ascoltare un unico strumento. Come per certi gruppi di interpreti maschili della tradizione sarda, la sensazione di ascoltare un solo strumento non è tanto un fatto acustico quanto piuttosto il sintonizzarsi sulla “ricerca e la restituzione di un’anima comune”. Da un accurato, costante studio di quella e di altre tradizioni popolari e della musica in genere è nato lo straordinario fenomeno di composizione e interpretazione che è il Quartetto Urbano.

Chi ha la fortuna e il piacere di conoscere Giovanna Marini non solo come musicista, ma come ricercatrice e insegnante, non può non riconoscere in questo fenomeno la sua profonda impronta.

Questi quattro musicisti, infatti, si sono formati alla sua scuola e parallelamente al loro personale percorso svolgono tuttora quello di suoi collaboratori.

Dal punto di vista visivo, inoltre, c’è una compostezza, una grazia del Quartetto nel modo di stare in palcoscenico che è dei veri grandi interpreti, che non hanno bisogno di infiorettare con alcun gesto superfluo una ben altra gratia, che è insieme il dono della bravura e un’innegabile nobiltà interiore. Tutte queste capacità si possono percepire naturalmente anche dal solo ascolto.

Proprio per mantenerle intatte, si è pensato di registrare questo disco in un ambiente dalla risonanza naturale, piuttosto che nello spazio ovattato della sala di registrazione. Si è scelta una casa come ulteriore contenitore acustico per quella cassa armonica originaria che è il corpo umano.

Nell’insieme di musica popolare e “colta” che è il repertorio compositivo–interpretativo del Quartetto Urbano l’assorbimento dei classici – non solo degli antichi ma di tutto il Novecento – è felicemente presente.

Così, Zone di Musica intende offrire non soltanto al pubblico del Quartetto Urbano, che abitualmente si interessa di musica tradizionale ma, come proposta, a quello di musica contemporanea questo nuovo lavoro che ci auguriamo entusiasmerà, così come ha entusiasmato noi.

 L’editore

 


mentre corre cielo e terra

Canti di tradizione orale italiani e madrigali contemporanei per 4 voci

 

Dopo Un altro modo è possibile, Mentre corre cielo e terra è il nostro secondo concerto e secondo disco, pensato come un unico percorso sonoro: in una grande partitura prendono vita i canti della passione, gli stornelli e i canti di lavoro. Sono affiancati da creazioni originali: c’è il lavoro di Antonella Talamonti a partire dai testi dei poeti siciliani Ignazio Buttitta e Nino De Vita, ci sono le parole di oggi che raccontano in musica il precariato, e ci sono i madrigali di Giovanna Marini, che sa esprimere il coraggio di chi sa guardare e agire, e che sa raccontare la “vita per il pane”, l’abbandono della propria terra, la separazione nella speranza del “pane per la vita”.

L’attualità d’un canto delle mondine che lottavano per il rispetto delle 8 ore di lavoro giornaliere e quella di un mottettus sardo sui rapporti feudali traspare in filigrana attraverso i timbri e le armonie di questa “altra Italia”, Italia che è in parte quella del passato e della memoria, ricca di culture diverse e continuamente in trasformazione.

In quartetto percorriamo la penisola, dalle nebbie del Nord attraversate dai pendolari, fino in Sicilia, dove il canto di un cantastorie e quello di un minatore di una solfatara diventano i punti comuni di un’ umanità che si reinventa una ritualità e cerca come raccontarsi.

Questo lavoro, frutto degli anni di studio e di ricerca, di partecipazione e condivisione con Giovanna Marini e il suo corso tenuto alla Scuola Popolare di Musica di Testaccio di Roma, è anche l’occasione per rendere omaggio ai protagonisti e ai testimoni della ricerca, di una cultura e di uno spirito musicale che sono l’humus che nutre il percorso del quartetto. Nel Quartetto Urbano mettiamo in pratica il linguaggio di una tradizione orale in cui il fare musica trova la sua ragione nel contesto del rito, con la funzione di permettere agli uni e agli altri di vivere insieme e di portare a buon fine gli eventi che ritmano il quotidiano. Scoprendo e reinventando il nostro modo di fare musica, la nostra pratica musicale.

 

“Mentre gridano i giornali

di chi muore ad ogni ora

per le strade, tra i fucili

di violenza che divora

C'è chi spera nella pace

c'è chi vuole ancora guerra

c’è chi solo guarda e tace

mentre corre cielo e terra.”

Emilio Jona, Canzone di Viaggio

Il Quartetto Urbano