UN ALTRO MODO E' POSSIBILE
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Voci: Germana Mastropasqua | Flaviana Rossi |

Michele Manca | Xavier Rebut

 

Direzione musicale: Xavier Rebut

 

Registrato e missato da Andrea Oggioni, studio Risonanze, nel gennaio 2005 al Teatro del "Barco Borghese" a Monteporzio Catone, Roma

 

 

track list / la partitura / recensioni /

testi di presentazione di Giovanna Marini, dell'Editore e del Quartetto Urbano


 

track list

 

1. Stanza 509. 
 
S. Costabile, G. Salviucci Marini

2. Quande Criste andava per mare.   
 
Tradizionale

3. L’amore vecchio.   
 
G. Salviucci Marini

4. Scontento.  
 
X. L. Rebut

5. L'anima mia come la vostra. 
  X. L. Rebut

6. Canzone d’inverno.  
 
S. Costabile, G. Salviucci Marini    

7. E lu Giovedi.  
 
X. L. Rebut

8. Ormai è tardi. 
  T
radizionale

9. E metete mietitori.   
 
G. Salviucci Marini

10. S'Ottava trista.  
 
Tradizionale

11. Ultimi moti. 
 
X. L. Rebut

12. Canzone di una mattina.  
 
S. Costabile, G. Salviucci Marini

13. Quanne te lai'.  
 
Tradizionale

14. Uéi
 
G. Salviucci Marini           

15. Anni80.  
 
S. Costabile, G. Salviucci Marini

16. Evviva il 1° di maggio.  
 
Santi, Della Mea   

17. Ehi! Ehi! Ehi!.   
 
G. Salviucci Marini      

18. Il lamento dei mendicanti. 
 
M. Salvatore

19. Stava in pianto.   
 
Tradizionale

20. Un altro modo è possibile.  
 
A. Talamonti 

 

 

La Partitura dei brani del cd

 

 

composizioni di

GIOVANNA SALVIUCCI MARINI

ANTONELLA TALAMONTI

MATTEO SALVATORE

XAVIER REBUT

 

www.zonedimusica.com - zonedimusica@tiscali.it

via Città di Castello, 14 - 00191 Roma

tel +39 06 333 0801

 

le partiture


Recensioni

 novembre 2006. WorldMusicMagazine

 1 luglio 2006 Alias-Il Manifesto
 13 maggio 2006. Io Donna
 1 aprile 2006. La Sicilia.
 2 marzo 2006. Extra! Music Magazine. - versione pdf

 


 

Il disco del Quartetto Urbano è un esempio rarissimo. Si sente che il loro cantare è maturato attraverso anni di studio. C'è in questo disco un lungo lavoro di assorbimento dei modi e dell'estetica che governa i canti da loro interpretati. Interpretati in modo talmente giusto da rendere chiaro che sono essi stessi, i cantori, ad esser diventati autori di quei canti, come succede nel mondo estetico del canto contadino. La rielaborazione dei pezzi di tradizione orale attraverso l'assorbimento completo dei modi stilistici e l'esasperazione degli incisi diversi, ossia tipici, del canto popolare, unita a un evidente buon gusto musicale danno all'ascoltatore un piacere intenso ed intelligente. Non succede spesso di assistere a una operazione così profonda e di alto livello musicale. Le voci lavorate, curate, piegate a servire il canto esattamente per esprimere, senza manierismi, senza compiacimenti, arrivano dritte allo scopo. Arrivano al cuore. Posso solo ringraziare il Quartetto Urbano per tanta passione e tanto lavoro.

 

Giovanna Marini

 

 


 

Questo disco è la prova tangibile di cosa significhi, acusticamente e umanamente, “SINTONIA”.

Arrivato a Zone di Musica in postproduzione, grazie alla apprezzatissima richiesta di collaborazione del Circolo Gianni Bosio, è un disco autoprodotto dal Quartetto Urbano a costi vicini allo zero con autori, musicisti e ricercatori di grande spessore, amici, persone perbene.

E’ un prodotto, come diciamo noi, “zonico”, che più zonico non si può.

Nell’impegnativo, nuovo lavoro della produzione discografica, questo è  uno specifico  passo di   conferma  dei nostri obiettivi.

Così il pensiero e il cuore vanno subito a Susanna Rienzi e Danilo Vinci, rispettivamente Direttore Artistico Musicale e Art Director e Graphic Designer di Zone di Musica.

Nel progetto del Quartetto urbano si ritrovano infatti magicamente quelle qualità (il talento, la dedizione, l’entusiasmo, l’onestà ) che sono stati la linfa con cui Danilo e Susanna hanno alimentato personalmente i due anni febbrili di creazione della nostra etichetta.

A loro appartiene Zone di Musica. Loro SONO Zone di Musica.

Non li ringrazio mai abbastanza per questo.

Uno speciale ringraziamento va a Giovanna Marini.

E’ un onore e un  grande piacere averla fra i compositori di Zone di Musica.

A tutto il Circolo Gianni Bosio grazie per questa opportunità. Con l’augurio, che facciamo a noi stessi, di  fare un buon lavoro per questo genere  musicale  nella  conservazione e diffusione del quale loro sono maestri.

A Susanna Cerboni in particolare tutta la mia riconoscenza, oltre al mio affetto: devo a lei l’indimenticabile incontro, alla  Scuola Popolare di Musica di Testaccio a Roma, con Giovanna Marini, Antonella Talamonti e con molti altri  artisti con cui  oggi collaboro.

 

L’editore

 


 

Sentiamo questo nostro lavoro come il frutto delle nostre esperienze personali, ma anche come parte di un percorso incominciato prima di noi, con chi si è interessato alla cultura di tradizione orale e alla memoria; gli anni di studio e di ricerca oltre che di partecipazione e condivisione con Giovanna Marini e il suo corso tenuto alla Scuola Popolare di Musica di Testaccio sono parte integranti di questo lavoro.

(…)

Da subito questo grande piacere nel cantare insieme i canti di tradizione orale ci ha spinto a volerlo condividere; ma come porsi di fronte ad un materiale che proveniva da tante parti d'Italia, in tanti dialetti diversi, da altri contesti sociali e da un altro tempo?

Sentivamo il bisogno di non riprodurre i brani tali e quali e di rimanere vicino a quello che eravamo: tre romani con origini diverse e uno svizzero-francese emigrato, tutti e quattro cittadini, senza alcun contatto con un mondo contadino.

Era sì una fonte ricchissima di aperture, scoperte, avventure, ma qualcosa doveva chiarirsi dentro di noi. Gli stimoli erano tanti ed erano anche un invito a studiare, ad acquisire gli strumenti di cui si aveva il bisogno individualmente, ad andare a vedere altrove.

(…)

Oggi possiamo dire che cantiamo la tradizione orale italiana perché siamo parte di una storia, di un percorso, fatto di tanta gente, tanti maestri e compagni di strada, perché prima di noi c'è stata gente come Giovanna Marini, come Diego Carpitella, l'Istituto De Martino, la Scuola di Testaccio e il Circolo Gianni Bosio. Siamo stati accolti, abbiamo condiviso incontri con i cantori, ascolti ed emozioni e ricerche che hanno costruito quello che siamo e ci hanno nutrito a piene mani; c'è una rete di amici e delle "case" dove scambiare, dove essere ascoltati ed ascoltare.

Di questa tradizione ora ci appartengono uno spirito, una modalità di interazione, un modo di concepire e fare musica che applichiamo nella nostra pratica polifonica, che affianca a repertori di tradizione quelli di compositori di oggi.

 

Il Quartetto Urbano